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Bimbo malato di leucemia torna a Napoli grazie a gara di solidariet

ARTICOLO TRATTO DAL “IL DESK – QUOTIDIANO INDIPENDENTE” EDIZIONE DEL 03/09/2013

NAPOLI – Bucarest chiama, Napoli risponde. La solidariet? ha assunto i connotati della realt? ieri in appena cinque ore, il tempo che ci ? voluto per organizzare il ritorno in Italia di un bambino rumeno di nove anni, gi? curato per una forma di leucemia, e che dovr? essere nuovamente ricoverato nell?ospedale pediatrico Pausilipon. Ci sono volute alcune telefonate, la solerzia di una dottoressa e l?intervento delle associazioni di volontariato affinch? il piccolo e la sua mamma potessero ottenere nel corso di una giornata un biglietto aereo per raggiungere in poche ore di volo il nosocomio partenopeo dove giunger? gioved? pomeriggio.

Tutto era iniziato con una chiamata di allarme partita da una cittadina a trecento chilometri dalla capitale della Romania: da una parte la madre del piccolo che era stato dimesso e giudicato guarito nel 2011, dall?altra i medici che lo avevano assistito nel corso della malattia. Gli esami del sangue, quelli che si effettuano di controllo, non rientravano nella norma, occorreva dunque fissare urgentemente un consulto. Per arrivare nel nostro paese, per?, il viaggio ? lungo, ci vuole un autobus e il treno. Ma non c?? tempo da perdere. Cos?, la premurosa dottoressa chiama la vice presidente della associazione Carmine Gallo Onlus, Paola Ragni e le chiede di darle una mano. “Ci siamo subito attivati – spiega la volontaria – mettendoci in contatto con l?associazione Flying angels foundation che ha come scopo proprio quello di aiutare famiglie, medici, enti, associazioni, fondazioni, e onlus che si occupano di bambini affetti da patologie, attraverso l?erogazione di un biglietto aereo che permetta ai piccoli di raggiungere le strutture ospedaliere dove potranno ricevere le cure appropriate”.

Detto, fatto. In poco tempo il comitato scientifico della onlus ha analizzato il caso del ragazzino rumeno e ha dato il via libera. “Adesso non resta che aspettare dopodomani – ha specificato la donna – una macchina attrezzata dell?ospedale andr? a Capodichino a prenderli. Abbiamo fatto il nostro dovere, adesso non resta che sperare che le cure dei nostri medici facciano di nuovo il miracolo”.

BARBARA TAFURI

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