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La rete oncologica per bambini nasce il progetto da 1,2 milioni

ARTICOLO TRATTO DAL “ALBUM DI LA REPUBBLICA” EDIZIONE DEL 29/01/2015

TUTTO parte nel 2008 da un progetto ideato da Vincenzo Poggi. Lui, direttore della maggiore Oncoematologia pediatrica della Campania, ipotizz? l?istituzione di una rete oncologica regionale. Un sogno a una passo dalla realt?, che a breve si trasformer? in una serie di enormi e concreti vantaggi. Per l?utenza e per la comunit?. La fase operativa inizia nel 2012 quando la Regione prima approva e poi finanzia il progetto erogando una tranche di fondi (circa un milione e 200 mila euro) per la realizzazione di “NetcopE” (network campano di oncologia pediatrica).

Prof. Vincenzo PoggiA cosa servir? e come sar? sviluppato lo spiega lo stesso Poggi. ?Network mira a raggiungere vari obiettivi. Spieghiamo innanzitutto in cosa si identificano le due parole cardine che caratterizzano l?iniziativa, “hub” e “spoke”, presupposto fondamentale del progetto. Entrambe di derivazione anglosassone, letteralmente significano “centro” e “raggi di ruota di bicicletta”. In senso figurato, indicano una rete formata da uno o pi? centri di maggior rilievo affiancati da strutture periferiche meno attrezzate ma necessarie. Nella pratica, gli hub saranno il dipartimento del Pausilipon e la sezione oncologica pediatrica della Sun?.

Al momento i 4 spoke sono stati individuati nelle pediatrie del Ruggi D?Aragona di Salerno, del Moscati di Avellino, del Rummo di Benevento e del Sant?Anna e San Sebastiano di Caserta. Il comitato esecutivo prevede che tutti e sei centri, ciascuno con compiti e funzioni definite, facciano sistema. Vuol dire possano contare su percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali condivisi, accessibili dall?esterno tramite un callcenter sempre attivo e attraverso un portale web. L?infrastruttura portante della rete sar? rappresentata da una cartella clinica telematica leggibile in qualunque dei centri il paziente approdi. In pi?, un sistema di video conferenza permetter? il consulto on line tra gli specialisti interni e quelli esterni, nazionali o stranieri. Alla rete afferiranno anche istituzioni extraprogetto come la Aieop (Associazione italiana ematologia e oncologia pediatrica) e le rappresentanze del volontariato di settore. Tra queste si sono gi? consorziate la Carmine Gallo, Open, Ail Napoli, Ail Salerno, Ail Benevento, “Barcollo ma non mollo” e la Aclti per chiedere alla Regione la fusione in un?unica struttura di riferimento dei due hub Pausilipon e II Ateneo. In questo modo non ci sarebbe pi? la frammentazione dei servizi, come accade oggi con la Rianimazione che ha sede solo al Santobono o con la Chirurgia oncologica e il Trapianto di midollo osseo presenti attualmente solo al Pausilipon.

?Ma le iniziative non finiscono qui?, chiarisce Poggi, ?? anche prevista l?istituzione – siamo gi? in fase operativa – il registro tumori infantili che, tra l?altro, far? chiarezza sulla Terra dei Fuochi, verificando quanto e se c?? una pericolosa relazione tra quei territori e l?incidenza oncologica pediatrica?.

(g. d. b.)

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