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Articolo tratto dal GlobemoNews anno 1 n.3
redatto dal Dott. G. Iannoni

CHE COS’? L’AFERESI ?

Con il termine aferesi si indica comunemente un procedimento mediante il quale si preleva, si “estrae” dal sangue di un donatore un solo suo componente, per esempio le piastrine, mentre tutti gli altri componenti (plasma, globuli rossi, globuli bianchi) vengono “restituiti” al donatore. L’aferesi viene praticata grazie all’uso di una macchina computerizzata detta separatore cellulare. A seconda delle finalit? questa moderna tecnica trasfusionale ? distinta in due tipi:

  1. aferesi produttiva, cio? si producono piastrine, plasma, globuli rossi o globuli bianchi “estraendoli” singolarmente dal sangue di un donatore per destinarli a pazienti che ne hanno particolare necessit? (in questo articolo parleremo di questa);
  2. aferesi terapeutica quando il componente (tra questi anche le cellule madri del sangue, le cosiddette “staminali” destinate ad uso trapiantologico) ? prelevato allo stesso paziente per scopi terapeutici. In questo secondo caso il prodotto pu? essere tanto reinfuso al paziente in un certo momento terapeutico o sostituito con un’equivalente sano proprio perch? causa di alcune patologie sopravvenute in corso di terapia onco-ematologica.

I tempi di ogni procedura sono variabili. Possiamo raggnipparli in un intervallo che va da un minimo di un’ora e mezza, per le produttive, a un massimo di 4-5 ore per le terapeutiche. I kit usati sono assolutamente sterili e monouso. Nel nostro Ospedale la postazione di lavoro ? molto comoda e confortevole (si pu? leggere, ascoltare musica o guardare la Tv o un film o anche solo rilassarsi e colloquiare con il personale operante).

A COSA SERVE L’AFERESI ? QUALI SONO I SUOI VANTAGGI ?

Consideriamo il problema delle piastrine, molto importante per i piccoli pazienti del nostro Ospedale. Le piastrine sono piccole cellule di fondamentale importanza nel complesso processo della coagulazione del sangue (emostasi). In pratica agiscono per arrestare subito un’emorragia e riparare successivamente la lesione dei vasi sanguigni che l’ha prodotta.
Il loro numero nel sangue ? normalmente compreso fra 150.000 e 400.000 per mmc.
Quando questo scende al di sotto del livello minimo in grado di garantire una adeguata emostasi (15-20.000 piastrine) bisogna intervenire con la trasfusione di piastrine. Per ottenere un risultato soddisfacente ? necessario trasfondere un certo numero di comuni concentrati piastrinici (quelli che si ricavano dalle sacche di sangue di ogni singolo donatore) ordinariamente indicati come “random”. Questo fatto determina tr? inconvenienti:

  1. sono necessari molti donatori per ottenere un minimo risultato;
  2. il paziente entrando in contatto con gli antigeni di pi? donatori contemporaneamente ha maggiori probabilit? di immunizzarsi (cio? sviluppa anticorpi anti-piastrine) e di diventare refrattario (cio? le rifiuta) ad ulteriori trasfusioni;
  3. aumentando il numero di donatori aumenta il rischio di esposizione ad agenti infettivi.

Quest’ultimo punto oggi ? molto discutibile perch? dal giugno 2002 su ogni sacca di sangue viene per legge eseguito un esame detto NAT HCV-HIV. Si tratta di un test che “cerca” direttamente l’eventuale virus dell’epatite C (HCV) oppure quello dell’Aids (HIV), evitando di rendere disponibile quella sacca, ovviamente subito eliminata. Prima di tale data si cercavano solo gli anticorpi prodotti dal donatore eventualmente infetto e potevano sfuggire quei pochi casi che essendo nella fase iniziale di un contagio HCV o HIV non avevano ancora prodotto questi anticorpi (periodo cosiddetto “finestra”). Ci? rende oggi la sicurezza trasfusionale molto alta.
Se invece si raccoglie un concentrato piastrinico da un singolo donatore mediante aferesi si avr? a disposizione una quantit? di piastrine equivalente a quello che fornirebbero assieme 6-8 donazioni random.
C’? un ulteriore vantaggio nella piastrinaferesi: fra due donazioni di piastrine sono sufficienti 15 giorni mentre fra due donazioni di sangue intero devono passare almeno 90 giorni.

CHI PU? FARE LA DONAZIONE MEDIANTE L’AFERESI ?

Per la donazione mediante tecnica aferetica sono richiesti gli stessi requisiti necessari per l’idoneit? alla donazione di sangue intero cio? soggetti in buona salute, tra i 18 e 60 anni (65 per i donatori abituali) con peso di almeno 50 Kg, esenti da qualsiasi rischio infettivo anche solo potenziale. Alla prima donazione viene eseguito anche l’elettrocardiogramma e in alcuni casi la radiografia del torace, oltre agli esami di laboratorio previsti per legge con l’aggiunta dei comuni test di studio della coagulazione del sangue.
Ecco ad esempio alcuni criteri di esclusione dalla donazione:
soggetti affetti da sindromi emorragiche, ipertensione, diabete, patologie emorragiche del tratto gastrointestinale o che abbiano assunto nei 5 giorni precedenti la donazione tarmaci ad azione antiaggregante piastrinica, come ad es. l’Aspirina o l’Aulin.

Per altri tipi di aferesi e per ogni ulteriore chiarimento il personale medico del nostro Servizio Trasfusionale ? interpellabile ogni giorno feriale dalle 12.00 alle 18.00 (tel. 0812205469).

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