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Rubrica scientifica

Linfoma di Hodgkin

Articolo tratto dal GlobemoNews anno 3 n.7
redatto dalla Dott.ssa Marie France Pinta Boccalatte

CHE COS’? IL LINFOMA DI HODGKIN?

II linfoma di Hodgkin – detto anche linfogranuloma maligno – ? un tumore maligno del sistema linfatico. Le affezioni maligne che colpiscono il sistema linfatico vengono convenzionalmente suddivise in due tipi principali: il linfoma di Hodgkin, da una parte, e i linfomi non Hodgkin, dall’altra.

Il linfoma di Hodgkin, come altre forme di tumore, ? una malattia delle cellule. Di norma, la divisione delle cellule avviene in maniera ordinata e controllata, ma se, per un qualsiasi motivo, questo processo impazzisce, le cellule continueranno comunque a dividersi, formando una massa che si definisce ‘tumore’.

Nel caso del linfoma, le cellule tumorali crescono nei linfonodi, o linfo-ghiandole, che fanno parte del sistema linfatico. A volte le cellule tumorali possono diffondersi invadendo altri linfonodi e a volte possono infiltrarsi nel circolo ematico che le trasporta ad altri organi (parenchima polmonare, fegato, midollo osseo) e si parla di localizzazione extralinfatica. Di solito, per?, il linfoma di Hodgkin invade i distretti linfonodali, ossia i gruppi di linfonodi pi? vicini; si estende cio? per contiguit?. Il medico ? in grado di stabilire se un linfoma ? del tipo Hodgkin o non Hodgkin asportando un linfonodo ed esaminandolo al microscopio. Questo esame prende il nome di biopsia. Il trattamento del linfoma di Hodgkin, anche quando si ? diffuso dal sito primitivo, ossia ha formato metastasi, ottiene risultati molto positivi e sono molti i malati che oggi guariscono, o che riescono a tenere la malattia sotto controllo per molti anni.

QUAL ? LA DIFFERENZA TRA IL LINFOMA DI HODGKIN E IL LINFOMA NON HODGKIN?

Pur essendo entrambi tumori maligni del sistema linfatico, la differenza ? sostanziale, il che vuoi dire che richiedono un trattamento diverso. Nel linfoma di Hodgkin si reperta una particolare cellula anomala che si chiama cellula di Reed-Sternberg, che, invece, non si trova in altre forme di linfoma, che per questo vengono definiti ‘non Hodgkin’.

QUALI SONO I SINTOMI DEL LINFOMA DI HODGKIN?

Il primo sintomo del linfoma di Hodgkin ? di solito un gonfiore indolore localizzato al collo, alle ascelle o all’inguine. Il quadro sintomatologico pu? comprendere inoltre:

  • sudore eccessivo, soprattutto di notte;
  • febbre irregolare, pomeridiana o serale;
  • perdita dell’appetito, calo di peso e senso di spossatezza;
  • tosse secca insistente;
  • prurito persistente su tutto il corpo;

ma non necessariamente tutti devono essere presenti. Se vostro figlio accusa uno qualsiasi dei suddetti sintomi, recatevi al pi? presto dal vostro medico per una visita, ma tenete presente che esistono molte altre condizioni patologiche che possono determinare questa sintomatologia e che la maggior parte di coloro che riscontrano tali sintorni non risulter? affetto da linfoma.

COME VIENE FORMULATA LA DIAGNOSI?

Normalmente il primo passo da compiere ? sempre quello di rivolgersi al proprio medico curante, che visiter? il paziente e gli prescriver? gli esami e le radiografie del caso. ? probabile che il medico curante ritenga opportuno farlo ricoverare in ospedale sia per effettuare tali esami sia per un consulto specialistico e per il trattamento. Tuttavia l’unico modo in cui il medico pu? formulare con certezza la diagnosi ? la biopsia linfonodale, procedura che, come gi? detto, consiste nell’esaminare al microscopio un linfonodo ingrossato asportato chirurgicamente. L’intervento ? molto semplice effettuato nei bambini sempre in anestesia generale.

ULTERIORI ESAMI

Se la biopsia evidenzia un linfoma di Hodgkin, il centro di oncologia pediatrica dovr? approfondire gli accertamenti per stabilire esattamente lo stadio della malattia. Si distinguono 4 stadi : I, II, III, IV a secondo del numero e della posizione dei linfonodi colpiti. All’indice numerico, il linguaggio medico affianca per convenzione anche le lettere – A o B – per indicare l’eventuale presenza di sintomi. Se ? asintomatico, sar? classificato come A, in caso contrario come B. Una volta che il medico avr? accertato dove ? localizzato il linfoma di Hodgkin e stabilito se ? sintomatico o asintomatico, potr? pianificare il trattamento pi? efficace per il caso. Gli esami che potr? ritenere opportuno praticare per stabilire lo stadio clinico potranno comprendere una o pi? delle seguenti procedure:

  • Analisi del sangue
  • Radiografia del torace
  • Ecografia
  • TAC
  • Esame e Biopsia del midollo osseo
  • Risonanza magnetica nucleare (RMN)
  • Scintigrafia con gallio

QUALI SONO I TIPI DI TRATTAMENTO USATI?

I principali tipi di trattamento del linfoma di Hodgkin sono la chemioterapia e la radioterapia che possono essere usate da sole o in combinazione. Comunque verr? seguito un protocollo di cura nazionale (viene usato in tutti i centri di oncologia pediatrica che fanno riferimento all’AIEOP : Associazione Italiana di Oncologia ed Ematologia Pediatrica). Il protocollo AIEOP in uso adesso ? il protocollo MH -2004. Alla diagnosi verr? spiegato con molti particolari in che cosa consiste la terapia, quali sono i benefici, gli effetti collaterali e tutti i possibili effetti tossici. Dopo verr? chiesto di firmare un documento chiamato “Consenso informato”.

LA CHEMIOTERAPIA

Consiste nell’impiego di particolari tarmaci anticancro, detti citotossici o antiblastici, per distruggere le cellule tumorali. Tali tarmaci hanno l’effetto di inibire la crescita delle cellule neoplastiche. Poich? sono trasportati dal sangue, tali preparati possono raggiungere le cellule tumorali in ogni parte dell’organismo.
I farmaci chemioterapici vengono somministrati comunemente per endovena. La chemioterapia pu? essere eseguita come trattamento ambulatoriale, ma spesso potrebbe richiedere un breve periodo di degenza in ospedale.

IL CATETERE VENOSO CENTRALE

Per alcuni malati che vengono sottoposti a una chemioterapia pi? intensiva potrebbe essere necessario inserire in una grossa vena del collo una lunga cannula di plastica che prende il nome di “Catetere Venoso Centrale” (CVC). Il CVC viene applicato in anestesia totale. Una volta inserito, viene fissato al torace per mezzo di punti o con un cerotto per evitare che fuoriesca dalla vena. Il CVC pu? rimanere in vena per diversi mesi; attraverso di esso ? possibile non solo iniettare i chemioterapici, ma anche effettuare i prelievi di sangue per gli esami periodici, evitando in tal modo al paziente il fastidio di doversi sottoporre ad altre punture venose. Il CVC pu? essere rimosso con facilit?.

EFFETTI COLLATERALI

Non tutti i farmaci chemioterapici causano gli stessi effetti collaterali e non tutti i malati li accusano, anzi alcuni non ne soffrono affatto. Verranno spiegati all’inizio del trattamento tutti gli eventuali effetti tossici dei farmaci.

LA RADIOTERAPIA

La radioterapia consiste nell’uso di radiazioni ad alta energia per distruggere le cellule tumorali, cercando al tempo stesso di danneggiare il meno possibile le cellule normali. La radioterapia ? un trattamento locale, che si esegue previo centraggio, ossia la demarcazione delle zone da irradiare, e pu? essere attuata se le cellule tumorali sono gi? state aggredite dalla chemioterapia che le ha molto ridotte. Il trattamento viene effettuato presso il centro di radioterapia convenzionato pi? vicino al domicilio del paziente. Il ciclo si compone di solito di cinque sessioni dal luned? al venerd? con una pausa nel week-end. La durata del trattamento dipende dal tipo di tumore e dalle sue dimensioni, ma di solito si protrae per circa quattro settimane. A volte, sempre per fare in modo che i tecnici abbiano un quadro quanto pi? chiaro possibile della zona da irradiare, la pianificazione del trattamento potrebbe contemplare anche l’esecuzione di una TAC della zona da irradiare. Durante il trattamento (vero e proprio), che durer? solo qualche minuto, il paziente rimarr? solo nella sala, ma potrete comunicare con lui dalla stanza a fianco. La radioterapia non ? dolorosa, ma ? necessario che il paziente rimanga assolutamente immobile fino a che la sessione di trattamento non sar? terminata. Per qualche bambino molto piccolo potrebbe essere necessaria una sedazione. La radioterapia ? parte integrante della terapia e viene di solito praticata quando sono terminati i cicli di chemioterapia.

RECIDIVA

Se il linfoma non risponde in maniera soddisfacente alla chemioterapia standard o recidiva dopo il trattamento standard, si pu? provare con una chemioterapia ad alte dosi con supporto di cellule staminali (auto-trapianto).

Molti malati di linfoma di Hodgkin guariscono, anche se la malattia si ? diffusa ad altri organi (circa 80/85% con l’ultimo protocollo AIEOP MH-1996). Potreste venire a sapere che altri pazienti ricoverati presso lo stesso ospedale ricevono un trattamento diverso dal vostro. Ci? dipende dal fatto che la malattia da cui sono affetti si presenta in forma diversa e, di conseguenza, le loro esigenze sono diverse. Se volete saperne di pi? su questa malattia potete andare su internet sul sito dell’AIMaC o chiedere per E-Mail a mariefrance@libero.it

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